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Flexitariano: la dieta che piace a molti

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di dieta flexitariana, un approccio alimentare che sta guadagnando attenzione perché unisce semplicità e flessibilità. Non si tratta di una dieta rigida, ma di uno stile che punta soprattutto sui cibi vegetali, senza escludere del tutto carne e pesce.

Una scelta che sta conquistando sempre più persone, anche in Italia, perché permette di ridurre il consumo di carne senza stravolgere le proprie abitudini. Non si tratta di eliminare, ma di bilanciare.

Alla base di questa tendenza ci sono diverse motivazioni. Da un lato, cresce l’attenzione verso il benessere e la prevenzione. Dall’altro, entrano in gioco considerazioni etiche e ambientali, sempre più centrali nelle scelte quotidiane.

Il risultato è un approccio più equilibrato, che invita a fare scelte sempre più consapevoli.

Ma come si traduce tutto questo nella pratica?

Non è necessario rivoluzionare la propria alimentazione, basta partire da piccoli cambiamenti, inserendo 2 o 3 pasti vegetali a settimana e alternandoli a piatti che includono anche proteine animali.

Per organizzare i pasti in modo semplice, può essere utile pensare alla composizione del piatto come a un equilibrio di elementi diversi:

  • Cereali, meglio se integrali, e diversificandoli, aggiungendo al frumento anche riso, farro, quinoa o amaranto. Questi ultimi non sono cereali ma pseudo-cereali.
  • Verdure di stagione, crude o cotte.
  • Fonti proteiche, alternando tra proteine vegetali come legumi o soia e proteine animali come carne bianca, pesce o uova.
  • Una fonte di grassi “buoni”, come olio extravergine d’oliva, frutta secca o semi.

La dieta flexitariana rappresenta un modo semplice per prendersi cura della propria alimentazione. Non richiede cambiamenti drastici, ma piccoli passi che nel tempo possono fare la differenza.

L’idea è proprio quella di trovare un nuovo equilibrio tra alimenti vegetali e animali, dando maggiore spazio ai primi senza rinunciare del tutto ai secondi. Carne, pesce o uova possono continuare a far parte della dieta, ma con una frequenza più moderata.

Un approccio flessibile, facile da adattare alla quotidianità e destinato a durare nel tempo.

Per saperne di più

  • Derbyshire EJ (2017) Flexitarian Diets and Health: A Review of the Evidence-Based Literature. Front. Nutr. 3:55. doi: 10.3389/fnut.2016.00055

Redatto da:

Bisagni Francesca
Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali
Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza.

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