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Conservare bene, consumare meglio

Il frigorifero domestico, dove il raffreddamento non è ottenuto con blocchi di ghiaccio ma mediante un compressore elettrico, ha fatto la sua comparsa nel 1915, mandando in pensione le fabbriche di ghiaccio con i relativi venditori ma, soprattutto, rendendo la vita più difficile ai patogeni che dagli alimenti possono passare a noi.

Per usare al meglio il proprio frigorifero

Il principio su cui si basa il frigorifero è quello dell’estrazione del calore dal suo interno e trasferimento all’esterno mediante un compressore, un liquido refrigerante e una serpentina scambiatrice.

Pertanto, quando si posiziona questo elettrodomestico è necessario non addossarlo al muro, in modo da facilitare la dispersione del calore.

Ma una volta acceso, dove mettiamo gli alimenti?

Il frigorifero non è un ambiente omogeneo, solitamente la zona più fredda (2 – 4 °C) è il ripiano più basso, quello appena sopra il cassetto della verdura, che è invece la zona con temperatura maggiore (attorno ai 10°C), per evitare danneggiamenti al prodotto indotti da temperature troppo vicine agli 0°C.

Se escludiamo gli scomparti delle porte, che sono punti caldi (temperature tra gli 8 e i 10°C), le temperature sono crescenti verso l’alto a partire dal ripiano sopra il cassetto della verdura.

A ciascuno il suo

Una ripartizione degli alimenti fra le varie aree del frigorifero può essere la seguente:

  • in basso: alimenti che devono stare a basse temperature perché aventi maggior rischio microbiologico (carne, pesce, pollame, cibi crudi);
  • In mezzo: alimenti meno soggetti a deterioramento, come quelli con l’avvertenza “dopo l’apertura conservare in frigorifero”, oppure affettati, verdure cotte, sughi, salse, cibi cotti, avanzi, le torte, latticini;
  • In alto possono andare alimenti meno delicati, quali formaggi, dolci e marmellate.
  • Cassettino in basso: è il regno di frutta e verdura
  • Lo sportello della porta è adeguato a prodotti che richiedono una refrigerazione non spinta. Rientrano in questa categoria, le uova e le bevande.
  • Nel comparto dei surgelati va, ovviamente, questa tipologia di alimenti, cui si possono aggiungere prodotti freschi che vengono congelati per prolungarne l’utilizzo. In questo caso, però, non va dimenticato che il congelamento blocca la crescita dei microrganismi ma non li uccide, in compenso conserva le eventuali tossine alimentari. Quindi possiamo congelare solo ciò che è microbiologicamente sano.

Redatto da:

Rossi Filippo
Ricercatore in Nutrizione Umana
Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali
Università Cattolica del Sacro Cuore
Piacenza

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