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La piramide rovesciata della dieta americana

Tutte le piramidi hanno la punta all’insù, tutte tranne una: la nuova Piramide alimentare americana, appena sviluppata dall’Amministrazione USA e che sta facendo parlare di sé, non solo per la propria forma.

Questo nuovo strumento di educazione alimentare è la risposta del Ministero della Salute a stelle e strisce allo stile alimentare dell’americano medio: cibi ultraprocessati, zuccheri e grassi in eccesso, farine impoverite di fibra e, dulcis in fundo, uno stile di vita sedentario. Tutto questo ha portato ad essere in sovrappeso, o obeso, oltre il 70% degli americani

La parola d’ordine della nuova Piramide è: “mangia cibo vero” e l’accento viene messo sulla qualità degli alimenti, piuttosto che sul conteggio delle calorie. Ad essere incoraggiato è il consumo di:

•  alimenti naturali o minimamente processati
•  verdura e frutta
•  legumi e cereali integrali
•  proteine, anche di origine animale
•  grassi insaturi

e la contemporanea riduzione di zuccheri semplici, cereali integrali, sale e acidi grassi saturi.

Cosa cambia rispetto alle indicazioni italiane ?

La riduzione degli zuccheri semplici e degli acidi grassi saturi e la preferenza verso i cereali integrali, sono indicazioni della Piramide USA coerenti con le Linee Guida italiane e con i dettami della Dieta Mediterranea, analogamente all’invito a consumare frutta e verdura.

La principale novità introdotta Oltreoceano è la valorizzazione delle proteine in generale e di quelle di origine animale in particolare. Mentre la Va edizione dei LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana), suggerisce che gli adulti di entrambi i sessi assumano 0.9 g di proteine/kg di peso corporeo, negli USA l’apporto proteico raccomandato è più alto, arrivando a 1.2-1.6 g/kg di peso corporeo.

Aumentare l’ingestione di proteine: cosa dicono gli studi scientifici ?

Le evidenze sperimentali più recenti non indicano in apporti proteici, come quelli proposti dalla nuova Piramide alimentare USA, un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, questo a patto che la dieta complessiva sia equilibrata.

Rimane però ancora senza risposta certa la domanda sugli eventuali effetti negativi sulla funzionalità renale di diete ad alto tenore proteico.

Per saperne di più

Redatto da:

Filippo Rossi
Ricercatore in Nutrizione Umana
Dipartimento DiANA
Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali
Università Cattolica del Sacro Cuore,
Piacenza

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